Per la redazione di questo articolo ringrazio il mio fidanzato, cui mi sono rivolta poiché sono sempre stata una discreta capra in chimica, persino al liceo, a differenza sua che si è laureato proprio in questa materia ed attualmente lavora proprio nel campo del rischio chimico.
Mi è capitato di leggere articoli contenenti informazioni "di comodo" e fuorvianti sulla materia dei Big3Free (e se me ne accorgo io, vuol dire che di cazzate ne hanno scritte tante!), per cui io e il mio aiutante cercheremo di fare una piccola analisi della questione.
Cosa si nasconde dietro la denominazione Big3Free?
Si tratta di smalti che non contengono nessuno dei seguenti ingredienti: formaldeide, dibutilftalato (DBP) e toluene. Se parliamo di Big4Free, aggiungete alla lista anche la resina di formaldeide.
Formaldeide: si tratta di una sostanza che, allo stato naturale e puro, si trova in forma gassosa. Negli ultimi anni il suo uso nell'industria degli smalti è costantemente diminuito, ma è ancora presente soprattutto nei prodotti indurenti. Il suo scopo, infatti, è quello di rendere più resistente anche lo smalto stesso. La sua pericolosità è legata alla sua cancerogenità.
La formaldeide è infida e bastarda, poiché essendo molto volatile, è facilmente assimilabile dal nostro corpo (inalazione ed ingestione... Però non credo che nessuna di voi si beva abitualmente lo smalto!).
Chiaramente, il rischio che può derivare dall'uso di smalti contenenti formaldeide è correlato alla quantità di formaldeide stessa ivi contenuta. La quantità di sostanza che si libera durante l'applicazione dello smalto è certamente assai limitata. Ovviamente, per poter fare delle inferenze più precise sarebbe necessario avere a disposizione alcuni dati, quali: quantità, ambiente di utilizzo, condizione di sensibilità soggettiva, frequenza di uso, tempo di impiego.
Sulla
resina di formaldeide è possibile fare un discorso analogo. Questa resina altro non è che un derivato della formaldeide ma limita il rilascio di questa sostanza. Ovvero, permette di usare meno formaldeide e limitarne la dispersione. Quindi, ricollegandomi a quanto detto sopra, l'utilizzo della resina è più sicuro ma non del tutto scevro da rischi (diminuiscono quantità e possibilità di assimilare la formaldeide).
Dibutilftalato (DBP): è il più bastardo della lista!
L'Unione Europea l'ha bannato dall'industria cosmetica con la Direttiva 76/768/EEC del 1976 e dal 2006 anche gli US lo hanno inserito nella lista dei potenziali teratogeni (ovvero, causa malformazioni nei feti), e da allora le maggiori industrie americane lo stanno eliminando. Vi sconsiglio, per cui, di importare smalti stranieri contenenti DBP: se è vietato il commercio di questi prodotti, è altrettanto vietata l'importazione. Se beccate il funzionario doganale che conosce bene il suo lavoro (difficile, ma non si sa mai), potete dire addio al vostro pacchetto.
Il DBP è un plasticizzante e serve ad evitare la formazione di crepe nelle smalto.
Toluene: è un solvente ed aiuta a mantenere lo smalto fluido. Una piccola curiosità: è stato usato dal chimico tedesco Wilbrand per ottenere una prima formulazione del TNT: acronimo che infatti significa trinitrotoluene.
E' una sostanza nociva per inalazione, altamente infiammabile e pure tossico per gli organismi acquatici! Quindi, non lasciate i vostri smalti al toluene aperti perché, se raggiungete la giusta percentuale stechiometrica e ci aggiungete una scintilla, otterrete un bel boooooom!
Scherzi a parte, il toluene è dannoso per i reni e il sistema nervoso.
Informazioni extra: la canfora. E' una sostanza nociva per ingestione, quindi non posso che sconsigliarvi di spalmarvi sul pane i vostri smalti alla canfora al posto della Nutella. E' dannosa anche se viene in contatto con la cute, sempre se si trova nella sua forma pura.
In conclusione: sicuramente gli ingredienti di cui sopra sono potenzialmente dannosi per la salute. Il mio consiglio è quello di evitarli il più possibile. Sta di fatto che le quantità utilizzate e manipolate da noi nail addicted sono talmente piccole che, in sé, non sono sufficienti a causare un danno.
Tuttavia, va attentamente considerato il parametro della sensibilità soggettiva: nel caso siate soggetti ipersensibili a queste sostanze, i limiti quantitativi si abbassano notevolmente per cui sarebbe meglio evitare questi ingredienti del tutto.
NB: per la redazione di questo articolo sono state consultate le schede di sicurezza delle singole sostanze dal sito del
National Institute for Occupational Safety and Health.
I have to thank my fiancé for this post. I have always been a newbie in chemistry, even during high school. On the contrary he got a degree in Chemistry and actually he works as a safety expert for chemical risk.
I've read a lot of articles containing information of "convenience" about Big3Free or Big4Free so I decided to write a small analysis of the issue.
What lies beyond the name of Big3Free?
Three substances: formaldehyde, toluene and dibutyl phtalate (DBP). If you're reading about Big4Free, add to this list also formaldehyde resin.
Formaldehyde is a substance that, as natural and pure, is in gaseous form. In recent years its use has steadily declined in the industry of nail polishes, but is still present, especially in hardener/strenghten products. Its purpose, in fact, is to make the nail polish (and nails) more resistant. Its danger is related to its carcinogenicity.
Formaldehyde is very volatile and is easily assimilated by our body (by inhalation and ingestion... But I doubt that any of you usually drink polish!).
Clearly, the risk that can result from the use of nail polishes containing formaldehyde is related to the amount of formaldehyde contained therein. The amount of substance that is released during the application of nail polish is certainly very limited. Obviously, in order to make more precise inferences it would be necessary to have some data, such as quantity, environment of use, frequency of use, time of use and subjective sensitivity.
On formaldehyde resin we can say similar things. This resin is nothing but a derivative of formaldehyde, but it restricts the release of this substance. That is, less formaldehyde is used and there are lower losses. So, following on the above, the use of the resin is safer but not entirely free from risk (quantity and chance to absorb formaldehyde decrease).
Dibutyl phthalate (DBP) is the most bastard of the list! The European Union has banned its use from cosmetic industry with the Directive 76/768/EEC in 1976 and since 2006 also US listed it as a potential teratogenic (ie, it causes malformations in fetuses). Since then, more and more American cosmetic industries are abolishing its use. If you come from a country of the European Union, I do not recommend, therefore, to import foreign polishes containing DBP: commercialization and importing these products is forbidden!
DBP is a plasticizer and is used to prevent the formation of cracks in the polish.
Toluene: it is a solvent and helps to keep the polish fluid. A little curiosity: it was used by the German chemist Wilbrand to get the first formulation of TNT: this acronym in fact means trinitrotoluene.
It is an harmful substance by inhalation, it is highly flammable and toxic to aquatic organisms as well! So, do not leave your nail polishes containing toluene open, because if you reach the right stoichiometric proportion, and you add a spark, you will get a nice boooooom!
Seriously, toluene is harmful to the kidneys and nervous system.
Additional Information: camphor. It is an harmful substance if swallowed, so please do not spread your nail polishes with camphor on the bread instead of Nutella. It is dangerous even by contact with the skin if it is in its pure form.
In conclusion: of course, the above ingredients are potentially harmful for health. My advice is to avoid them as much as possible. Quantities used and manipulated by us, nail polish addicted, are so small that, in themselves, are not sufficient to cause damage.
However, you have to carefully consider the parameter of subjective sensitivity: if you are hypersensitive to these substances, the quantitative limits drop significantly, so the best choice is to avoid these ingredients altogether.
During the writing of this post, we consulted the safety sheets of the substances from NIOSH website.